Gay Village torna dal 18 Giugno, intanto Top 5 delle sigle più belle.

18 Giugno 2015, segnatevelo sulle agende, torna il Gay Village di Roma. Se per qualche informazione in più dovremmo aspettare comunicati ufficiali, possiamo ingannare l’attesa con una serie di speciali dedicati alla kermesse estiva più amata da tutti i romani, gay e – negli ultimi anni – etero insieme.

Una delle cose che personalmente attendo di più ogni anno del Gay Village è la sigla, la colonna sonora che accompagna per tutta l’estate le serate di divertimento genuino che chi frequenta ‘er Village’ conosce bene. Se negli anni precedenti le sigle erano formate perlopiù da patchwork di spezzoni di clip di musica pop, negli ultimi anni – circa dal 2010 – sì sono trasformate in veri e proprio gioiellini di musica e fotografia, con loro concept ben definiti e tracce che riescono a camminare sulle loro gambe anche nelle chart dance. Il tutto condito dall’irresistibile fascino di quel ‘minimondo‘ di drag queen, DJ, dancers, vocalist, che infiammano il palcoscenico delle realtà LGBT invernali e che si ripropongono per una loro versione estiva, se possibile ancora più pazza e scatenata.

#5. Gay Village 2011

L’edizione numero dieci del GV ha portato con sé la sigla che mi piace di meno degli ultimi anni. Forse per la fotografia caotica e amatoriale, forse per l’imbarazzante inglese del siparietto iniziale ‘Are You Kidding?‘ o per le coreografie un po’ volgarotte di un Marco Garofalo forse non al top della sua forma, ma è la sigla che mi ha colpito meno. Un peccato perché è l’unica sigla nella quale la protagonista è la pazzesca drag singer Daniel De Co‘ (recuperate subito  la sua What A Feeling se non la conoscete!).

4. Gay Village 2012 – You’re My Disco

Barbara Tucker e Giangi Cappai alla guida della sigla dell’edizione numero undici, quella con una delle campagne pubblicitarie più di impatto di sempre. Infatti venne ‘distrutto’ un caposaldo della cultura machista italiana, il pallone, e i cartelloni rappresentavano un calciatore in calzettoni e tacchi. Nel video si vede un baldo giovane che prima dell’allenamento con gli amici del calcetto sta provando per uno spettacolo drag con La Pepa e gli altri.

#3. Gay Village 2014 – Play For Love

L’ultima sigla del Gay Village Stadium, quella dello scorso anno, che vedeva come tema lo sport. Infatti la sigla, girata nella cornice splendida dello Stadio Olimpico, vedeva due timide coppie di giovani ‘corteggiarsi’ durante una sessione di allenamento all’aria aperta. Sarà poi l’intervento degli inarrivabili Karma B, due cupidi moderni in piume e paillettes a unire i ragazzi. Di tracce ce ne sono state di più potenti, e le animazioni finali (Luxuria che accende una fiamma con le mani alzate non ve la posso proprio perdonare) penalizzano un po’ il tutto, ma resta una di quelle col messaggio più bello. Menzione d’onore per i due protagonisti, due manzi che levatevi proprio!

#2. Gay Village 2013 – Free Your Mind

https://www.youtube.com/watch?v=MAuxdg_uH

Il concept più bello, la canzone tra le più bella e una fotografia pazzesca. La sigla del dodicesimo Village è un manifesto visivo alla libertà e anche la canzone, interpretata da Kristine, Kevin DeLite, è una traccia validissima. Il video, in cui il ‘popolo’ è oppresso da uno scudo che reprime i comportamenti contrari al regime mi mette i brividi anche ora che lo rivedo, mentre scrivo questo post.

#1. Gay Village 2010 – You’re The Best

La prima sigla della ‘rivoluzione‘. Idea più simpatica e meno ‘impegnata’ della #2, ma quella della sfilata ‘occupata’ dal mondo Gay Village fu fantastica (poi erano gli anni del boom de Il Diavolo Veste Prada, e l’idea di questa Miranda Priestley rapita fu un colpo di genio), come l’idea delle sexy ballerine che danzano vestite da ‘sequestrate’. Con la partecipazione, tra gli altri, di Monique De Torbel, il video termina con l’equilibrio di questa sfilata piena di persone ‘perbene’ turbato da una passerella di veri e propri freaks, tra ballerine oversize, drag queen e il contributo finale – che fa sempre là differenza – dei Karma B.

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