Carlo Taormina inestimabile testa di cazzo a La Zanzara: ‘I froci hanno un difetto fisico, non devono rompermi il cazzo’

“I froci mi danno fastidio fisico. Ne ho diritto. Li riconosco, i froci, fanno dei movimenti, delle mosse, delle mossette. Ormai li riconosco. Per esempio il movimento delle mani, il modo di camminare, tante cose. Li pizzico subito, come i delinquenti. Li riconosco subito. E normalmente non sbaglio”.
E sulla condanna della Corte di Strasburgo: “L’Europa ha rotto i coglioni. Vogliono sostituire la normalità e imporre un modello di vita. La coppia gay non è una cosa naturale. Perché il matrimonio? Uno sparuto gruppo di persone vuole imporre questo esempio. Purtroppo siamo circondati da omosessuali”.

Ma non finisce qui: “I gay nascono con un difetto fisico, sono difettati. D’altra parte il 99% delle persone nascono eterosessuali, questo è un fatto. Io la penso così e non mi devono rompere il cazzo con le porcate dei gay pride”.

“Basta che facciano i loro comodi per conto loro – continua Taormina – senza rompere i coglioni con le manifestazioni che mi fanno ribrezzo. Ci sono persone col culo di fuori, sono cose ignobili, inaccettabili. Perché il culo di fuori non lo mette a casa sua e ci fa quello che vuole? Perché devo subire il culo in mezzo a una piazza? Il culo di una donna va bene e quello di un frocio no, in piazza. È evidente, è chiaro”.

Icone gay: Heather Parisi contro Lorella Cuccarini per ‘quel tweet’: ‘Tutti hanno diritto di amare!’

In un momento di crisi delle icone gay tricolore finalmente arriva una ventata di freschezza direttamente da Nostra Signora delle Cicale.

Ricordate il tweet di pochi giorni fa della Cucca? Quello nel quale – durante il giorno dell’infame Family Day di Roma – esortava a non comprare i bambini? Ecco, quel post, oltre ad aver fatto il giro della rete e aver indignato i fan gay (quindi tutti i fan) di Lorella, è arrivato anche alle orecchie della sua rivale storica negli anni ’80, la mai dimenticata Heather Parisi.

Schermata-2015-06-20-alle-20.31.52

Già vicina alla causa gay altre volte, l’interprete di Disco Bambina ha risposto per le rime alla bionda collega democristiana e omofoba:

Ho sempre difeso i diritti del mondo LGBT senza isterismi, ma anche senza ipocrisia e mai per convenienza, come, ahimè, spesso accade. Ogni manifestazione dovrebbe avere come unico scopo quello di affermare un diritto, mai di negarlo! Cara Lorella, tutti hanno diritto di avere un figlio perché tutti hanno il diritto di amare !!!
La tua affermazione sui bambini che “non si comprano” fa tanto il paio con quella sui bambini “sintetici”. Ma ci vuole tanto a capire che ogni vita è un inno alla gioia ???? ….
Non neghiamo agli altri cio’ che noi abbiamo concesso a noi stesse….”

HeatherLorella, come se servissero conferme, 1 a 0.

Ah, dopo tutto questo impegno sociale ci meritiamo un momento di svago deliziosamente frocio:

Paolo Bargiggia omofobo e fascistoide su Twitter: ‘Basta gay, servirebbe il Duce’

Siparietto di pessimo gusto quello andato in onda ieri sera sul profilo Twitter di Paolo Bargiggia, noto (?) commentatore sportivo e esperto di calciomercato per Sport Mediaset.

Impegnato a commentare la – atroce, va detto – puntata di AnnoUno che riguardava le terapie curative dell’omosessualità, l’intellettuale di spicco del gruppo Fininvest ha deciso di chiosare con un paio di tweet di disinteresse, chiamiamolo così, nei confronti del tema affrontato:

Schermata 2015-06-05 alle 19.03.24

Il luminare (che a detta dei miei amici etero informati sui fatti, non azzecca un pronostico di calciomercato dal ’72) cavalca così l’ondata generale del ‘i problemi del paese sono altri’. Ora non sto qui a dilungarmi sul fatto che il problema civile È un problema primario, e che in 630 che sono nel Parlamento, pur non credendo nelle capacità di tutti, sono fermamente convinto che due progetti di legge insieme riescano a mandarli avanti.
Inoltre, Bargiggia preferisce pensare ai problemi di giovani e anziani (Bargì, pure giovani e anziani sono gay!) non occupandosi di welfare, pari opportunità o disegni di legge, ma con le trattative tra questa o quell’altra squadra di calcio. Illuminante.

Non contento, rispondendo ad un altra mente illuminata che auspicava una dittatura (!) instaurata dal nostro commentatore, si è lasciato scappare istanze nostalgiche:

Schermata 2015-06-05 alle 19.02.35

In tutto questo Mediaset? Tace.

Salta la finale di Coppa Italia femminile. AIC e AIAC: ‘Via Belloli o non giochiamo’.

Non è passata inosservato l’infelice – per essere leggeri – scivolone di Felice Belloli: la scorsa settimana scoppiò, giustamente, un caso riguardo le presunte offese sessiste e velatamente omofoboe che il presidente della LND aveva diretto alla squadre di calcio femminile di cui è Presidente. Alla richiesta di aumentare i fondi destinati alle quote rosa del pallone, Belloli pare aver risposto: ‘basta regalare soldi a ‘ste quattro lesbiche‘. Il diretto interessato (in aria di dimissioni) smentì ovviamente le frasi, anche con strapotenza, ma verbale e più di una testimonianza avevano ormai messo in difficolta il numero uno dei Dilettanti.

E mentre in Canada gli occhi sono puntati sui Mondiali (dove l’Italia, eliminata dall’Olanda ai playoff, non parteciperà), in Italia le reazioni non hanno tardato ad arrivare: innanzitutto la petizione che richiede le dimissioni di Belloli ha raggiunto e superato le diecimila firme, ma soprattutto Brescia e Tavagnacco, le due finaliste della Coppa Italia femminile, hanno annunciato che non disputeranno la finale prevista per sabato. Almeno finché Belloli resterà al suo posto. La decisione è stata comunicata da Assocalciatori e Assoallenatori: “Le rappresentanze delle squadre di Serie A e B hanno manifestato la volontà di non giocare la finale di Coppa Italia in programma sabato prossimo. È giunto il momento, dopo 30 anni di inefficienza e immobilismo di dare autonomia al calcio femminile uscendo dalla Lega Nazionale Dilettanti”.