E se i loghi dei brand fossero davvero onesti?

Avere una buona immagine è molto importante per le aziende . Il logo  giusto aiuta l’azienda a rivolgersi ad una varietà di individui e contribuisce a spingere i loro prodotti o servizi . Ci sono aziende , tuttavia , la cui immagine ufficiale è oscurata da qualità che non aumentano esattamente il valore del loro marchio, ma sono estremamente diffuse tra i consumatori. Clif Dickens , un graphic designer di Nashville, ha trovato un modo originalissimo di prendere in giro questi famosi marchi globali, sostituendo i loro slogan originali con qualcosa di un po’ più.. veritiero.

Il risultato è semplicemente esilarante, e nessuno viene risparmiato. Ad esempio il mondo del food: Mc Donald’s ha visto sostituire il suo iconico ‘I’m Lovin’ It‘ con un bel più onesto ‘Perché ho solo 4 dollari‘, alludendo al prezzo concorrenziale dell’Happy Meal, oppure la Pepsi, generalmente riconosciuta come sostituta della Coca Cola quando quest’ultima non c’è.
Toblerone ad esempio, chi non ha sempre pensato che sia esclusivamente un cioccolato da aeroporto? E che la Perrier sia un’acqua da ricchi?

Non vengono risparmiate neanche le nuove tecnologie: Instagram, Maschera Brutte Foto coi Filtri, o LinkedIn, che ‘connette gente per nessun motivo’, o ancora Candy Crush, la ‘versione gioco della cocaina’.

Ce ne sono tantissimi e sono tutti esilaranti. I miei preferiti sono in questa galleria!

 

 

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Dimenticate Magalli e Morandi: è la canzone dell’ora esatta del TG5 il nuovo fenomeno virale del web.

Né la candidatura ai Presidente Della Repubblica di Giancarlo Magalli e le risposte pacate di Gianni Morandi insieme hanno la portata di quello che i giornalisti dello scorso decennio non esiterebbero a chiamare ‘fenomeno che ha fatto impazzire il popolo del web‘!
La nuova mania del socialnauti è la canzone dell’ora esatta del TG5. Avete capito bene, quel jingle ipnotico che accompagnava le nostre mattinate, le nostre colazioni e spesso i nostri ritardi (personalmente stava a significare che l’autobus sarebbe passato di li a poco) è al centro di quel processo divertentissimo di metabolizzazione e riproposizione in chiave nostalgico-ironica dei personaggi TV e dei fenomeni sociali fine anni ’90 – primi anni ’00 che i social network sfruttano con maestria, e che ha colpito il già citato Magalli, Enrico Papi e la sua Sarabanda, e ora la canzone del TG5.

Su Facebook è un fiorire di pagine, ed esiste addirittura un gruppo chiuso dove video di reinterpretazione e meme divertenti si diffondono a macchia d’olio per celebrare questo ritrovato rito collettivo.

Inoltre il compositore del pezzo, il maestro Roberto Colombo (ovviamente nuovo idolo e vate degli oraesatters!) si è mobilitato rispondendo alla mail di un utente che gli faceva presente questo rinnovato successo:

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Roma: al via la Social Media Week, dall’8 al 12 Giugno.

Gli impatti dei social media su società, imprese e culture. Sono questi, tra gli altri, i temi della Social Media Week, la settimana mondiale dedicata al mondo connesso, che sbarca a Roma dall‘8 al 12 Giugno. La Casa Del Cinema di Villa Borghese ospiterà la cinque-giorni di workshop, eventi e panel di discussione, tutti gratuiti (ma ad esaurimento posti, pertanto la prenotazione è consigliata) e in contemporanea con Los Angeles e Città Del Messico.

Il tema di quest’anno è ‘Upwardly Mobile: the rise of the connected class‘, quindi il mobile e le modalità con cui la tecnologia portatile e indossabile sta modificando le nostre abitudini sociali, lavorative e relazionali.

L’altissima percentuale delle persone connesse in tutto il mondo rende sempre più rilevante il dibattito e il confronto sul ruolo del digitale e in particolare dei social media” – spiega Antonio Greco, CEO di Fiera Milano Media, che organizza l’evento – “Le esperienze e le testimonianze di chi ha fatto e fa del digitale il proprio punto di forza metteranno in luce la trasversalità del social networking, sempre più indispensabile nel lavoro così come nella vita di tutti i giorni”.
La Social Media Week ospita ogni anno circa 2.500 eventi coinvolgendo 100.000 partecipanti e oltre 1.000.000 di followers ed è “un evento per incoraggiare il dialogo sui cambiamenti sociali, economici e culturali che i media e la tecnologia hanno determinato“, parola di Toby Daniels, fondatore della SMW.