Essere Divina, finalmente al cinema il doc sul corso italiano per drag queen

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Giovedì 27 e Venerdì 28 Settembre il cinema Ambrosio di Torino verrà investito da una pioggia di glitter e paillettes. L’occasione? L’arrivo in sala di Essere Divina/Devine Being. Si tratta di un documentario diretto da Luca Pellegrini e che si propone di raccontare il fervido mondo delle drag queen in Italia e – nello specifico – a Milano.

Il documentario, della durata di 74′, parla dell’unico corso teatrale italiano (proprio nella capitale Lombarda, l’Atir/Teatro Ringhiera) dove si insegna a diventare Drag Queen.
Seguirà i quattro insegnanti drag della compagnia Nina’s Drag Queen  e i loro allievi mentre proveranno a tirare fuori “la divina che si nasconde in ognuno di noi“.

Dalla lezione introduttiva allo spettacolo finale, seguendo tutta la trasformazione, durata tre mesi. Nessun aspetto verrà tralasciato: postura, danza e lip-sync. E ovviamente trucco e parrucco per essere davvero favolosi. Nel cast anche una guest star: Mauro Coruzzi, in arte Platinette.

Se il boom di Ru Paul’s Drag Race ha reso (ancora più) pop questa meravigliosa arte performativa, sdoganandola al grande pubblico mainstream grazie anche alla distribuzione targata Netflix, è impossibile non constatare la sconfinata produzione e creatività delle artiste nostrane, performer complete e dall’identità riconoscibile. Quest’opera mira a raccontare questo mondo lontano da stereotipi e tabù: contrariamente a quanto si possa pensare “il corso è frequentato anche da donne e da uomini eterosessuali” rassicura Pellegrini ad ADNKronos.

Sebbene il documentario sia realizzato a Milano, c’è un pizzico di Roma anche in Essere Divina: durante la realizzazione il regista si è avvalso della consulenza di Karl Du Pignè, storica drag romana scomparsa pochi giorni fa. Karl – al secondo Andrea Berardicurti – non è presente nel documentario, ma alla luce della sua partecipazione “dietro le quinte” del progetto verrà debitamente ricordato e ringraziato nei titoli di coda.

 

Essere Divina/Devine Being | Quando e dove vederlo

Essere Divina/Devine Being è stato presentato al Lovers Film Festival di Torino il 21 Aprile 2018.

Ecco le date di proiezione:

  • 27 Settembre, 28 Settembre – TorinoCinema Ambrosio
  • 11 Ottobre – 18 Ottobre – RomaCinema Madison

Essere Divina/Devine Being | Credits

Essere Divina/Devine Being (Italia, 2018) è un documentario scritto da Luca Pellegrini e Maria Teresa Venditti e diretto da Luca Pellegrini.
Essere Divina/Devine Being è una produzione Own Air.

In foto la locandina ufficiale, qui sotto il trailer del documentario.

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‘Rosso Istanbul’: finalmente partite le riprese per il nuovo film di Ferzan Özpetek

Tratto dall’omonimo romanzo uscito nel 2013, ha visto finalmente il primo giorno di riprese ‘Rosso Istanbul – Istanbul  kırmızısı‘, il nuovo film scritto e diretto dal regista turco naturalizzato italiano Ferzan Ozpetek.
A due anni da Allacciate Le Cinture il regista de Le Fate Ignoranti torna dietro la macchina da presa per il suo secondo film interamente girato in Turchia.

Nonostante i continui rimandi, dovuti alla delicata situazione sociale della città di Istanbul, è proprio il regista – attraverso il suo profilo Instagram – a mostrarci il primo ciak. Sempre grazie al social network apprendiamo con piacere il ritorno di Serra Yilmaz, musa di Ozpetek per ben cinque pellicole, distante dai suoi schermi da Un Giorno Perfetto.

La trama del film ovviamente seguirà quella del libro: tutto comincia una sera, quando un regista turco che vive a Roma decide di prendere un aereo per Istanbul, dov’è nato e cresciuto. L’improvviso ritorno a casa accende a uno a uno i ricordi: del primo aquilone, del primo film, dei primi baci rubati. Del profumo di tigli e delle estati languide, che non finiscono mai, sul Mar di Marmara. E, ovviamente, del primo amore, proibito, struggente e perduto. I passi del regista si incrociano con quelli di una donna. Sono partiti insieme da Roma, sullo stesso aereo, seduti vicini. Non si conoscono. Non ancora. Lei è in viaggio di lavoro e di piacere, in compagnia del marito e di una coppia di giovani colleghi. Ma a Istanbul accadrà qualcosa che cambierà per sempre la sua vita.

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Will&Grace torna in TV: da mercoledì sera su Paramount

Buone notizie per gli amanti della sit-com cult di fine anni ’90: Will&Grace torna in chiaro grazie al canale 27 del digitale terrestre, quindi il neo nato Paramount Channel.

Da Mercoledì 13 Aprile alle 20.15 le storie di Will Truman, avvocato gay di New York, Grace Adler, arredatrice amica e coinquilina, Jack McFarland e l’irresistibile Karen Walker torneranno ad allietare le serate di tutti quei fan che negli anni non l’hanno dimenticata.
Will & Grace infatti rappresenta una delle prime serie comedy nelle quali si parlava apertamente di omosessualità, e per questo è rimasta iconica negli anni.

Gay Village torna dal 18 Giugno, intanto Top 5 delle sigle più belle.

18 Giugno 2015, segnatevelo sulle agende, torna il Gay Village di Roma. Se per qualche informazione in più dovremmo aspettare comunicati ufficiali, possiamo ingannare l’attesa con una serie di speciali dedicati alla kermesse estiva più amata da tutti i romani, gay e – negli ultimi anni – etero insieme.

Una delle cose che personalmente attendo di più ogni anno del Gay Village è la sigla, la colonna sonora che accompagna per tutta l’estate le serate di divertimento genuino che chi frequenta ‘er Village’ conosce bene. Se negli anni precedenti le sigle erano formate perlopiù da patchwork di spezzoni di clip di musica pop, negli ultimi anni – circa dal 2010 – sì sono trasformate in veri e proprio gioiellini di musica e fotografia, con loro concept ben definiti e tracce che riescono a camminare sulle loro gambe anche nelle chart dance. Il tutto condito dall’irresistibile fascino di quel ‘minimondo‘ di drag queen, DJ, dancers, vocalist, che infiammano il palcoscenico delle realtà LGBT invernali e che si ripropongono per una loro versione estiva, se possibile ancora più pazza e scatenata.

#5. Gay Village 2011

L’edizione numero dieci del GV ha portato con sé la sigla che mi piace di meno degli ultimi anni. Forse per la fotografia caotica e amatoriale, forse per l’imbarazzante inglese del siparietto iniziale ‘Are You Kidding?‘ o per le coreografie un po’ volgarotte di un Marco Garofalo forse non al top della sua forma, ma è la sigla che mi ha colpito meno. Un peccato perché è l’unica sigla nella quale la protagonista è la pazzesca drag singer Daniel De Co‘ (recuperate subito  la sua What A Feeling se non la conoscete!).

4. Gay Village 2012 – You’re My Disco

Barbara Tucker e Giangi Cappai alla guida della sigla dell’edizione numero undici, quella con una delle campagne pubblicitarie più di impatto di sempre. Infatti venne ‘distrutto’ un caposaldo della cultura machista italiana, il pallone, e i cartelloni rappresentavano un calciatore in calzettoni e tacchi. Nel video si vede un baldo giovane che prima dell’allenamento con gli amici del calcetto sta provando per uno spettacolo drag con La Pepa e gli altri.

#3. Gay Village 2014 – Play For Love

L’ultima sigla del Gay Village Stadium, quella dello scorso anno, che vedeva come tema lo sport. Infatti la sigla, girata nella cornice splendida dello Stadio Olimpico, vedeva due timide coppie di giovani ‘corteggiarsi’ durante una sessione di allenamento all’aria aperta. Sarà poi l’intervento degli inarrivabili Karma B, due cupidi moderni in piume e paillettes a unire i ragazzi. Di tracce ce ne sono state di più potenti, e le animazioni finali (Luxuria che accende una fiamma con le mani alzate non ve la posso proprio perdonare) penalizzano un po’ il tutto, ma resta una di quelle col messaggio più bello. Menzione d’onore per i due protagonisti, due manzi che levatevi proprio!

#2. Gay Village 2013 – Free Your Mind

https://www.youtube.com/watch?v=MAuxdg_uH

Il concept più bello, la canzone tra le più bella e una fotografia pazzesca. La sigla del dodicesimo Village è un manifesto visivo alla libertà e anche la canzone, interpretata da Kristine, Kevin DeLite, è una traccia validissima. Il video, in cui il ‘popolo’ è oppresso da uno scudo che reprime i comportamenti contrari al regime mi mette i brividi anche ora che lo rivedo, mentre scrivo questo post.

#1. Gay Village 2010 – You’re The Best

La prima sigla della ‘rivoluzione‘. Idea più simpatica e meno ‘impegnata’ della #2, ma quella della sfilata ‘occupata’ dal mondo Gay Village fu fantastica (poi erano gli anni del boom de Il Diavolo Veste Prada, e l’idea di questa Miranda Priestley rapita fu un colpo di genio), come l’idea delle sexy ballerine che danzano vestite da ‘sequestrate’. Con la partecipazione, tra gli altri, di Monique De Torbel, il video termina con l’equilibrio di questa sfilata piena di persone ‘perbene’ turbato da una passerella di veri e propri freaks, tra ballerine oversize, drag queen e il contributo finale – che fa sempre là differenza – dei Karma B.

Mondo Drag: al Gay Village arrivano i Drag Factor Awards + 20 Anni di Karma B

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La campagna pubblicitaria non è ancora iniziata, ma il Gay Village – la kermesse estiva romana dedicata al mondo LGBT – già vanta in cartellone un evento che non passerà inosservato. Il 16 luglio andrà in scena la prima edizione dei Drag Factor Awards, la premiazione che incoronerà le migliori performer in tacchi a spillo di tutta Italia.

Come ogni serata di gala che si rispetti, gli scettri di regine dell’intrattenimento in paillettes saranno assegnati secondo una divisione in categorie: Best Make Up (trucco), Best Headwork (parrucca), Best Outfit (vestito), Best Lip Synch (playback), Impersonator (imitazione), Dancing Queen (coreografie), Comedy Queen (capacità di intrattenimento), Voice Queen (capacità vocali), Best Drag Mama (drag queen.. d’annata!) e Male Queen.

Nato da un’idea di Era Splèndor (già nota al grande pubblico per la partecipazione a Tu Si Que Vales, Canale 5) e di Drag Race, concorso nazionale per drag queen, i Drag Factor Awards hanno visto come selezionatori gli eccellenti Karma B, Tiffany Romano, Simone Farag, Polena De Kastor, che hanno scelto sei partecipanti per ogni categoria, che verranno sottoposti al giudizio di una giuria tecnica (50%) e dal televoto social (50%) che sta infiammando la pagina Facebook dell’evento proprio in questi giorni. Sommando i voti i candidati verranno dimezzati e premiati proprio sul palco del Gay Village dalla esplosiva Vladimir Luxuria, già direttrice artistica.

Ma non è tutto, perché c’è un altro appuntamento imperdibile per gli amanti romani del mondo drag: Lunedì 1 Giugno i riflettori si accenderanno sul Teatro Centrale di Via Celsa per celebrare i vent’anni del duo di drag queen più famoso d’Italia, i Karma B, che porteranno in scena uno speciale della loro serie di spettacoli ‘Dive Divine: 20th Celebration‘. Club, TV  e tanto teatro per la coppia di intrattenitori che in due decadi hanno sempre saputo coniugare la trasgressione ad un’estrema cura per i dettagli, rendendo le loro performance delle opere d’arte pop.

Sul palco insieme a loro non mancheranno ovviamente amici e colleghi del mondo gay romano e non: Fuxia, Daniel De Cò (Forte Forte Forte, RaiUno), Kastadiva, Sophie D’Ishtar, Kevin Delite, La Pepa e Polena De Kastor.

Valerio Scanu icona di mascolinità nel nuovo spot Melegatti

Non si può dire che il naufrago, ex cantante ora riciclato al mondo della TV, di non sia autoironico. Lo ha ampiamente dimostrato in questo nuovo spot per i cornetti Melegatti, dove sfoggia due suoi cavalli di battaglia, che già su l’Isola lo resero famoso: le imitazioni di Mara Venier e Belen Rodriguez. Unica vittima di tutta questa operazione?L’eterosessualità.

 

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Mika a cuore aperto su Vanity Fair: ‘Il romanticismo? Che paura!’

È un Mika incredibilmente intimo e profondo quello che appare nell’ultimo numero di Vanity Fair Italia, da oggi in edicola. Immortalato da Marc Hom e intervistato da Enrica Brocardo, si è lasciato andare in un racconto che ha toccato tanti temi, dal nuovo album al rapporto con la sorella, dall’infanzia al suo amore: ‘Siamo insieme da otto anni e non avrei mai immaginato durasse così tanto. Stiamo insieme perché è giusto per entrambi. Il romanticismo però mi spaventa: lo trovo cattivo‘. Parla di Andreas Dermanis, film maker greco con cui è stato paparazzato per le strade di Milano anche lo scorso anno.
Proprio riguardo la scena gay Mika si è lasciato andare in dichiarazioni forti, quasi a celebrare la Giornata Mondiale Contro l’Omofobia di pochi giorni fa: ‘Non denigrate i gay che vogliono sposarsi. Non stiamo parlando di diventare tutti uguali, stiamo parlando di garantire la libertà di scelta, di proteggere le persone dalle discriminazioni, di dare a tutti gli stessi strumenti per poter riuscire nella vita.
Nell’intervista non mancano richiami al rapporto con la madre-stylist (‘sentivo che sperava che almeno mio fratello un giorno avrebbe sposato una bella ragazza libanese’), il padre (‘non ne parlo mai, è riservato. Quando lo liberarono dalla guerra del Golfo fu strano. Ero così felice dall’idea di avere papà a casa, ma fu tutto diverso dalle aspettative, lo rifiutai) e i soldi (‘I miei concerti? Con quello che spendo di allestimenti non ho mai sperato di guadagnarci!‘).

Riguardo la sua vita artistica ha annunciato che, oltre a No Place In Heaven, il quarto album in uscita a giugno e lanciato dal meraviglioso singolo Good Guys , arriverà un libro edito da Rizzoli. ‘Diario Di Un Ottimista Accidentale‘ sarà una raccolta di racconti, un ‘diario poetico che non segue un ordine preciso’. Ovviamente,da settembre tornerà ancora una volta dietro al bancone dei giudici di X Factor Italia, affianco a Fedez, Elio e Skin.

Salta la finale di Coppa Italia femminile. AIC e AIAC: ‘Via Belloli o non giochiamo’.

Non è passata inosservato l’infelice – per essere leggeri – scivolone di Felice Belloli: la scorsa settimana scoppiò, giustamente, un caso riguardo le presunte offese sessiste e velatamente omofoboe che il presidente della LND aveva diretto alla squadre di calcio femminile di cui è Presidente. Alla richiesta di aumentare i fondi destinati alle quote rosa del pallone, Belloli pare aver risposto: ‘basta regalare soldi a ‘ste quattro lesbiche‘. Il diretto interessato (in aria di dimissioni) smentì ovviamente le frasi, anche con strapotenza, ma verbale e più di una testimonianza avevano ormai messo in difficolta il numero uno dei Dilettanti.

E mentre in Canada gli occhi sono puntati sui Mondiali (dove l’Italia, eliminata dall’Olanda ai playoff, non parteciperà), in Italia le reazioni non hanno tardato ad arrivare: innanzitutto la petizione che richiede le dimissioni di Belloli ha raggiunto e superato le diecimila firme, ma soprattutto Brescia e Tavagnacco, le due finaliste della Coppa Italia femminile, hanno annunciato che non disputeranno la finale prevista per sabato. Almeno finché Belloli resterà al suo posto. La decisione è stata comunicata da Assocalciatori e Assoallenatori: “Le rappresentanze delle squadre di Serie A e B hanno manifestato la volontà di non giocare la finale di Coppa Italia in programma sabato prossimo. È giunto il momento, dopo 30 anni di inefficienza e immobilismo di dare autonomia al calcio femminile uscendo dalla Lega Nazionale Dilettanti”.

Roma Pride 2015: si parte il 7 Giugno con il Park, il 13 la Parata.

Non aprirà la stagione dei Pride cittadini, ma sarà la seconda città a veder sfilare le istanze dell’amore omosessuale: Roma infatti si prepara ad accogliere un’ondata rainbow con la ventunesima edizione del gay pride capitolino.
Si inizia il 7 Giugno, col Pride Park, il consueto spazio di aggregazione in cui si potrà assistere a dibattiti, proiezioni, concerti e spettacoli. L’appuntamento è fino al 12 giugno presso Eutropia – Città dell’Altra Economia all’interno dell’Ex Mattatoio di Testaccio. Sul sito è possibile anche effettuare una donazione.

Ovviamente a chiudere la sei-giorni di eventi sarà la grande Parata conclusiva di Sabato 13 Giugno. Tante la associazioni che parteciperanno, tra le più famose il Mario Mieli, DiGayProject, LUISS Arcobaleno, Condividilove e Famiglie Arcobaleno.
Il percorso, ormai solito, prevede l’incontro alle 15.00 a Piazza della Repubblica e si snoderà per il centro secondo questo percorso:

Nelle scorse ore è stata resa nota la madrina dell’evento, la cantante austriaca Conchita Wurst – vincitrice dell’Eurovision Song Contest 2014 – da sempre vicina alle tematiche LGBT: “Oggi abbiamo un movimento agguerrito per la difesa di gay, lesbiche e transgender che ci tiene parzialmente al riparo da violenze e discriminazioni. C’è ancora molto da fare, ma molto si sta facendo.”

Roma Pride 2014: al via la campagna ‘Ci vediamo fuori’

Guardateci bene. Guardateci il viso. Non è quello di chi chiede qualcosa, ma di chi sa cosa ci spetta di diritto. Non il viso di chi è stanco di lottare, ma quello di chi non si fermerà finché la storia non ci avrà dato ragione. Perché lo farà, di questo siamo certi. Perché la storia noi la facciamo tutti i giorni: in famiglia, a scuola, sul lavoro, in piazza. La facciamo sfidando i pregiudizi con l’intelligenza, la gioia, il coraggio. L’amore. Così sappiamo che arriverà un giorno in cui ogni diversità non sarà tollerata, ma celebrata. Ogni genere rispettato, ogni famiglia protetta, ogni individuo tutelato. E quel giorno no, non sarà solo bello poter dire “noi c’eravamo, ci siamo sempre stati”. Sarà molto di più. Sarà giusto. E sarà un vero orgoglio: il nostro”.

È con questo annuncio pubblicato sul sito ufficiale che prende il via, alla vigilia della Giornata Mondiale contro l’omofobia e la transfobia, la campagna di comunicazione del Roma Pride 2014. Sabato 7 Giugno, dalle 15.00, sfilerà per il centro della Città Eterna – con partenza dalla consueta Piazza della Repubblica – la marcia pacifica e colorata della comunità LGBT. Una parata dalla duplice importanza; oltre alla centralità solita di sfilata della Capitale, quest’anno Roma Pride avrà la responsabilità di rappresentare tutto il Paese, rimasto – come ricorderete – senza Pride nazionale. A Febbraio, infatti, durante la riunione torinese di Arcigay, Napoli e Roma non persero occasione di mostrare quanto gli interessi delle associazioni di settore siano sempre stati altri, e finirono al centro di un infuocato scontro su chi dovesse accaparrarsi la ‘bandiera rainbow’, portando ad un nulla di fatto.

La campagna Roma Pride è assolutamente inedita: non più il mondo gay rappresentato come intimorito e remissivo – come sottolinea il Portavoce del progetto Andrea Maccarone – ma determinato e coraggioso: al centro dei character poster (raffiguranti ogni sfaccettatura del mondo arcobaleno, dai bears, ai trans, alle lesbiche, passando per gli etero sostenitori) visi con le guance caratterizzate dei colori della bandiera, assolutamente combattivi, come i richiami di guerra che evocano. Grinta confermata dallo slogan, ‘Ci vediamo fuori‘.
Tutto il piano di comunicazione sarà virale e crescerà col tempo: presenza massiccia sui social, ovviamente, con il lancio di iniziative che vedranno nei prossimi giorni la possibilità di caricare delle ‘selfie‘ col volto dipinto alla stessa maniera delle locandine e un’applicazione apposita per modificare la propria foto profilo di Facebook con claim e altri simboli, e ovviamente un profilo Twitter.