#VMAStory: le 5 performance più belle di Britney Spears

Dopo la Top 5 riguardante Madonna, continua la rassegna sulle esibizione che hanno fatto la storia dei premi di MTV, raccontati in maniera monografica dalle interpreti più attive su quel palco.
E se lo scettro di regina dei VMAs e della Queen Ciccone, sul secondo gradino del podio non può che esserci la sua erede designata, l’ex fidanzatina d’America, la principessa del Pop Britney Spears.

5) Like A Virgin/Hollywood, 2003
Esibizione in parte sua, ma nella quale ha contribuito a creare quel clima di epicità che rende il live indimenticato dopo dodici anni precisi (è proprio oggi l’anniversario). Sposa sexy – omaggio a Madonna che con quell’outfit calcò il palco nel 1984 – assieme all’amica/rivale Christina Aguilera, Britney si rende protagonista del bacio lesbo più chiacchierato della storia del pop. Iconica.

4) Oops!.. I Did It Again/Satisfaction, 2000
Seconda esibizione per Britney ai VMAs, dove nel 2000 porta un medley composto dalla discutibile (I Can’t Get No) Satisfaction e dalla super hit Oops!.. I Did It Again. Un sobrio completo nero lascia il passo ad un succinto abito color carne che la vede effetto nudo sul palco. Se i contestatori trovano il gesto provocatorio per tutti gli altri non c’è dubbio: la lolita del pop sta lasciando il passo ad un sexy animale da palcoscenico.

3) Baby.. One More Time, 1999
Prima esibizione all’inizio della carriera: era il 1999 e Britney, accompagnata dagli *NSync, si esibisce in un medley della sua prima hit e Tearin’ Up My Heart della band di Justin Timberlake. Lo show vede l’ambientazione scolastica che ha reso celebre la clip di BOMT e una Britney che non risponde all’appello in classe, uscendo all’improvviso e deliziando i presenti con una coreografia di jacksoniana memoria. Per essere il primo grande live, il livello di epicità è altissimo.

2) Gimme More, 2007
Un’esibizione che porta con sé più della semplice performance: è il punto più basso della carriera della Spears, ingrassata, spaesata, goffa e ovviamente in playback contiene però la metafora dello showbiz che da ma sa anche togliere. Il risultato è assolutamente leggenda, nonostante le innumerevoli imperfezioni.

1) I’m A Slave For You, 2003
Decisamente l’esibizione più bella di Britney, dentro e fuori i VMAs. La Spears non è più la bambolina di fine anni ’90 ma una donna matura, una popstar sexy che sa provocare. L’ambientazione della giungla hot culmina con un frame che è storia: Britney avvolta da un enorme pitone albino, immagine allusiva che rimarrà incastonata per sempre nell’immagine globale di Britney Spears.

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Tiziano Ferro ‘incanta’ i sessantamila dell’Olimpico. Ma non basta a tenere in piedi uno show imperfetto.

Tiziano Ferro è il meglio che il panorama musicale italiano possa offrire, senza troppi ripensamenti. Versatile, con un’invidiabile estensione vocale, con un repertorio così radicato nella cultura popolare italiana che forse solamente la Pausini può competere. Canta con intensità travolgente, balla come dieci anni fa, tiene il palco con la maestria di chi ci abita da oltre un decennio e si è fatto la vera gavetta. È la nostra bandiera e il nostro vanto, ed è proprio per questo che un concerto tutt’altro che perfetto – nella struttura, non nell’esecuzione – lascia l’amaro in bocca.

Chiarito questo punto è quantomeno comprensibile lasciarsi andare a qualche riflessione sullo show che ieri sera il cantante di Latina ha regalato ai sessantamila dell’Olimpico:

Il problema più grande dello show è stata la scaletta; sulla carta perfetta, per i fan sentire nella stessa sera ‘Sere Nere‘, ‘Il Regalo Più Grande‘ e ‘Alla Mia Età‘ sarà stata sicuramente un’emozione immensa. Il concerto era dichiaratamente una celebrazione di questa prima parte della sua carriera, e quindi era sacrosanto aspettarsi i singoli di successo. Meno normale è stato proporli con lo stesso identico arrangiamento – in alcuni casi – di oltre 10 anni fa. La forza di Tiziano è stata quella di iniziare con l’hip hop, svoltare col pop, tentare lo swing passando dal melodico, lasciarsi andare al jazz e atmosfere dance, è l’unico artista in grado di dribblare i generi ed emozionare sempre, ed è legittima la delusione quando dopo un anno di promozione al tour si sentono le tracce uguali alla versione disco. Play e stop. Band valida ma superflua. Non una collaborazione, non un medley, non un mashup, non una cover, e più grave di tutti, nessun nuovo arrangiamento. La Pausini, che a sperimentazione non è propriamente Boy George, ogni anno ripropone nuove versioni dei suoi brani. È riuscita a far diventare ‘Non C’è‘ un merengue, non credo che Ferro, artista dotato di immensa conoscenza musicale non sapesse fare di meglio. Inoltre, qualcosa di personale – come l’inserimento di un brano extra, come ‘Latina‘ – nella ‘data di casa’ sarebbe stata cosa gradita. Nell’interpretazione si sono distinte ‘Ti Voglio Bene‘, ‘Ed Ero Contentissimo‘ e ‘L’Amore È Una Cosa Semplice‘, tre brani esibiti con convinzione e evidente trasporto emotivo.

Tra i modi che c’erano di fare (legittima) autocelebrazione questo è stato il più basic, sicuramente non all’altezza dell’artista che si stava festeggiando. Secondo scoglio, le interazioni col pubblico. Solamente due intramezzi parlati, e siccome si tratta di un artista che non ha basato la sua carriera su sonorità futuristiche e dj set, ma sull’intensità dei testi, e soprattutto sulla grande capacità di paroliere, un due parole in più coi fans sarebbero state apprezzate.

Outfit e palco nella media: i look tutti più o meno accettabili (vedere Tiziano Ferro vestito da splendido trentacinquenne qual è è ormai un sogno: smoking e gilet sono stati il leitmotiv del concerto, ed è salutare farsene una ragione) e messa in scena  sicuramente imponente rispetto ai suoi precedenti concerti, ma niente che non si sia già visto con Jovanotti o Vasco Rossi. Menzione d’onore per l’ingresso ‘a fionda’ nel cielo con tanto di capriola, alcuni video backdrop – come la città in Hai Delle Isole Degli Occhi e il palazzo ‘rainbow’ di Incanto – e l’elevatore che l’ha portato in mezzo al pubblico. Inoltre è stato bello vederlo ballare come agli esordi sulle note di Le Cose Che Non Dici.

Tiziano Ferro è finalmente sereno, maturo, risolto. Come detto da lui è la versione 2.0 di sé stesso, consapevole e deciso. E proprio per questo sarebbe stato bello vederlo giocare col proprio repertorio, visto che può contare su un fanbase che sarebbe stato in grado di stare al passo anche se avesse fatto solamente bonus track di quindici anni fa cantante al contrario. È l’unico che può sperimentare senza perdere la nota nazional popolare che lo fa piacere a mamme, nonne e figlie (per inciso: età media della tribuna Montemario: cenozoico) e sarebbe un dispiacere vederlo ‘appiattirsi’ come fanno altri colleghi (citifonare Rossi e Ligabue) che ripropongono lo stesso disco da anni, ad uso e consumo di fan, senza rischiare mai.

Madonna ce le ha già fatte a peperini col nuovo tour: ‘svelata’ la scaletta (con mesi di anticipo)

Levate Instagram alla tardominkia e nessuno si farà male. È il monito che mi sento di lanciare dopo aver visto Madonna mandare in barba tutta la strategia di hype attorno alla rivelazione della setlist del Rebel Heart Tour, la serie di concerti che passerà per Torino a Novembre. La Ciccone ha spiattellato sui social praticamente metà scaletta. Indizi non troppo velati – frasi o direttamente il titolo delle canzoni scelte, corredate da foto dell”epoca’ – hanno permesso ai fan di avere un‘idea di quali saranno i brani che verranno performati :

– Dress You Up, anno 1985, quarto e ultimo singolo estratto dall’album Like A Virgin. Non viene eseguita live dal Who’s That Girl Tour del 1987, esclusione fatta per un richiamo nella seconda parte dello Sticky and Sweet Tour del 2009.

 

Deeper And Deeper, anno 1992, era Erotica. Non la vediamo dal vivo dai tempi Girlie Show del 1993. (La versione malinconi-swing del 2004, targata Reinvention Tour manco la menzioniamo)

Who’s That Girl, colonna sonora dell’omonimo film, ebbe vita breve. Unico live, Who’s That Girl Tour, 1987. Fu inserita anche in Celebration, ultima raccolta.

– La vera canzone che non ti aspetti: True Blue. Traccia che da il titolo all’album del 1986, non viene eseguita dal 1987. Fu scritta per Sean Penn e pertanto – dopo la rottura – cadde nel dimenticatoio. Ultimo live, Who’s That Girl Tour.

Scelte davvero insolite e interessanti. Gli ultimi – meravigliosi – tour vedevano eseguito quasi tutto l’album in promozione, qualche traccia storica (Vogue, Ray Of Light, Music e Like a Prayer su tutte, brani che raramente sono sfuggiti alla setlist) e pochi momenti dedicati alla nostalgia più sfrenata e alla sperimentazione. Che Madonna abbia capita che sui giovani ha l’appeal di un documentario di Piero Angela e si stia buttando a capofitto sui froci attempati che l’hanno eletta Regina?

 

 

Gay Village: finalmente online la sigla 2015 (VIDEO)

I primi biscotti in pasta.. frocia!’. Volutamente trash e volgarotta quanto basta – le allusioni al ‘biscotto‘ di Luxuria sono già CULT – finalmente arriva online la sigla di questo quattordicesimo Gay Village.

La clip racconta la realizzazione dello spot di una fantomatica linea di biscotti che ‘rendono liberi‘. Si passa poi ad un brain storming in una ideale casa di produzione capitanata dalla direttrice artistica Vladimir Luxuria. Il resto è pura disco, body painting, atmosfere house e il talento e il carisma di tutto il mondo Gay Village, Kristine e Karma B in testa.

Virginia Raffaele finalmente a teatro: a Gennaio inizia la tournée.

Non solo Amici. Finalmente la pazzesca Virginia Raffaele si è decisa, partirà con un tour teatrale per tutta la prima parte del 2016, toccando i quattro angoli dello stivale con 40 date (10 solamente all’Ambra Jovinelli di Roma) che la vedranno esibirsi nelle sue imitazioni più famose e sicuramente nuovi pezzi inediti studiati per questo grande salto. Lo show – che ancora non ha un titolo – inizierà il prossimo Gennaio e si svolgerà durante le seguenti date:

30-31.01.2016 NOVARA – Teatro Coccia
06.02.2016 MONTECATINI – Teatro Verdi
12.02.2016 ASSISI – Teatro Lyrick
13.02.2016 SAN MARINO – Teatro Dogana
15.02.2016 RAVENNA – Teatro Alighieri
16.02.2016 FORLÌ – Teatro Fabbri
18-28.02.2016 ROMA – Teatro Ambra Jovinelli
03.03.2016 ALESSANDRIA – Teatro Alessandrino
04-05.03.2016 TORINO – Teatro Colosseo
06.03.2016 VARESE – Teatro di Varese
08.03.2016 BERGAMO – Teatro Creberg
10.03.2016 FAENZA – Teatro Masini
11-13.03.2016 BOLOGNA – Teatro delle Celebrazioni
19-20.03.2016 NAPOLI – Teatro Cilea
22.03.2016 FIRENZE
23.03.2016 CARPI – Teatro Comunale
24-25.03.2016 MESTRE – Teatro Toniolo
01-03.04.2016 MILANO – Teatro Nuovo
07.03.2016 SANREMO – Teatro Ariston
8-09.04.2016 GENOVA – Politeama Genovese
15.04.2015 LEGNANO (MI) – Cinema Teatro Galleria
16.04.2015 PAVIA – Teatro Fraschini

Gay Village 2015 stupisce: prima serata al top grazie a sigla, sala Hit e scenografie

Chi scrive, nel passato più prossimo, non è stato tenero col Gay Village. O meglio, nell’ultimo paio di anni lo ha trattato come la zia che ti sta sulle palle ma la vai a trovare perché ci incontri i cugini e alla fine un po’ ti diverti sempre.
Vuoi la virata – obbligata – verso la cafonissima EDM, vuoi la selezione sempre meno curata e la poca propensione alla novità e alle iniziative, negli ultimi tre anni (dall’ospitata di Bob Sinclair, che a mio avviso ha aperto le ‘gabbie‘) ho bastonato quando c’era da bastonare.

La conferenza stampa lo aveva promesso, ci sarebbero state scintille: e così è stato. La prima serata del quattordicesimo Gay Village è stata una continua sorpresa, da ogni punto di vista.
Il primo è il colpo d’occhio scenografico: la sala Pop ha un palcoscenico praticamente televisivo, con il sipario hi tech incastonato nel video wall che nulla ha da invidiare dalle produzioni del piccolo schermo. Un ponte panoramico porta fino alla sala House dove c’è la vera sorpresa, un ottagono led sospeso sulla pista che accoglie in dj e che crea giochi geometrici di luci. Un sogno per ogni DJ suonare li dentro, alta, altissima classe, livello europeo.
Il ‘clima’ del villaggio è come sempre ricreato, addirittura migliorato, con tanti bar, zone di aggregazione, piccoli shop e un’iniziativa che si rivelerà must di questa stagione, il camioncino di street food di hamburger, powered by T Bone Station, realtà gastronomica romana che strizza l’occhio alle steak house americane.

Proprio dal palco pop poi sono arrivate altre due delle cose più apprezzate della serata: la sigla e l‘intervento della madrina Simona Ventura. Super Simo non è Harvey Millk, nessuno voleva un pippotto sui diritti LGBT e sarebbe stato miope aspettarselo; è arrivata, vulcanica come sempre, una splendida cinquantenne, baraccona quanto basta e nella misura che ha fatto affezionare tutto il pubblico al suo stile informale e ‘caciarone‘. Due parole di rito, tanta complicità con l’amica e direttrice artistica Vladimir Luxuria e un siparietto pazzesco coi mai troppo idolatrati Karma B, che si sono esibiti – assieme ad una Ventura genuinamente divertita – nella coreografia trash cult di Pittarosso.

Ed è proprio super Simo a lanciare un’altra chicca della serata: la sigla. Ogni anno attesissima dalla fanbase del Gay Village, quest’anno non ha deluso le aspettative: si è rimasti sul tema ‘fattoria’, ovviamente, e si è voluto immaginare il lancio commerciale di una linea di biscotti che rendono liberi, fatti in ‘pasta frocia‘. Volgarotta quanto basta (e quanto serve) e volutamente trash, rimarrà incastonata nella storia delle sigle della kermesse per idea, fotografia, e soprattutto canzone.

Ultima perla di questa prima serata è la neonata Sala Hit. Ovviamente piccola perché sperimentale (e ahimè relegata in zona bagni), la sala Hit è stata annunciata – sempre in conferenza stampa – come lo spazio per ‘nutrire la mente con generi diversi che non troverebbero spazio nella classica bipartizione commerciale-house‘. Il risultato di ieri sera è stato che la nudisco di Andrea Prezioso ha ricordato al pubblico gay un po’ più attempato (e a quello giovane che si prende – vivaddio – poco sul serio) le atmosfere dei primi Village. Perché negli ultimi anni si è avvertita la mancanza di quella nota ‘baraccona‘ fatta di revival, trash, happy – ma anche anni ’90 e ’00 di qualità – che hanno reso la comunità gay.. gaia! Forse il ritorno di ‘Hung Up‘, ‘It’s Raining Man‘ o ‘Rhythm Is A Dancer’ faranno tornare alla base tutta quella clientela esigente che negli ultimi anni ha storto il naso di fronte alla ‘commercializzazione gggiovane a tutti i costi’ della musica. Anche la sala Commerciale, col Re Mida di GIAM Brezet DJ, è tornata a quell’atmosfera squisitamente Pop che la caratterizzava gli scorsi anni.

Come vi potrà confermare ognuno dei quasi diecimila (record storico) partecipanti al primo atto di Gay Village 14 quest’anno c’è veramente tanta carne al fuoco – e non ho parlato neanche della parte teatro/cinema/cultura, validissima – ed è per tutti i gusti: etero (purché simpatizzanti della comunità LGBT), gay, giovani, meno giovani, puristi del genere e novellini, scettici e adoratori. Il Gay Village è tornato competitivo a livello europeo e – senza ombra di dubbio – LA proposta, non una delle, dell’estate romana.

Gay Village 2015: lanciata la campagna pubblicitaria + LIVE CONFERENZA STAMPA

A pochi giorni dal via ufficiale ecco che arriva puntuale la campagna di comunicazione di Gay Village, la kermesse romana dedicata (non solo) al mondo LGBT capitolino.

Se due anni fa fu il ‘libero stato’ il main theme della manifestazione, e lo scorso anno lo ‘stadio‘, quest’anno, come annunciato, la campagna è incentrata sul tema Expo, in particolare sulla fattoria.
Due, intanto, i banner lanciati sui social network, che vedono due bei giovani intenti ad annaffiare palle da discoteca e microfoni.

Prezzi, orari, eventi – e il resto della campagna – saranno resi disponibili nella conferenza stampa di oggi, che prenderà il via alle 11 nella meravigliosa cornice del Vivaio Le Mura, a Caracalla.

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Gay Village 2015, le prime novità ufficiali: tre piste e Simona Ventura madrina.

Una settimana e il Gay Village di Roma aprirà di nuovo i battenti! In attesa della conferenza stampa di martedì prossimo, iniziano a trapelare le prime informazioni ufficiali sulla quattordicesima edizione dell’evento gay friendly più importante del centro Italia.

A raccogliere le prime indiscrezioni è Marco Pasqua sul Messaggero di Roma, ed in breve saranno:

Simona Ventura madrina d’eccezione per la serata inaugurale, Giovedì 18 Giugno. Sul palco sarà accompagnata dalla direttrice artistica, confermata, Vladimir Luxuria e Imma Battaglia, una delle fondatrici di Gay Village;

– La superficie più grande di addirittura mille metri quadrati permetterà, per la prima volta, una terza pista: oltre le consuete pop e house ce ne sarà una ‘alternativa‘ con DJ di fama internazionale. I resident sono confermatissimi: Brezet, Mattia Matthew, Gaia Logan e Paola Dee;

– Il privé raddoppia la dimensione e accoglierà gli ospiti della kermesse. La sua gestione è affidata ad un mostro sacro delle pubbliche relazioni, Alfonso Stani;

– La sigla, un appuntamento imperdibile, è in corso d’opera e – come suggerito dalla pagina Facebook nei mesi scorsi, cavalcherà il tema di Expo e toccherà i temi di corpo, mentre e nutrimento.
Come l’edizione passata, lo sport avrà importanza centrale: grazie ad un accordo siglato con la Fipe, ci saranno esibizioni di pesistica, che vedranno scendere in pista anche atleti olimpionici.

Per tutti i dettagli l’appuntamento è Martedì 16 Giugno, dopo la conferenza stampa ufficiale.

Giorgio Moroder in tour col nuovo album ‘Deja Vu’: il 24 Luglio a Roma

È proprio vero che ‘74 is the new 24‘. Parafrasando il titolo originale del suo nuovo album, l’instancabile Giorgio Moroder – leggenda vivente della disco music – annuncia che il suo tour toccherà anche Roma.
La location scelta è Villa Ada, all’interno della kermesse di concerti estivi ‘Villa Ada Incontra Il Mondo‘ e la data è quella di Venerdì 24 Luglio.

L’artista, in oltre trent’anni di attività ha lavorato con Barbra Streisand, Elton John, Donna Summer, Cher, Janet Jackson David Bowie. Il nuovo disco ‘Deja Vù‘ uscirà in Italia il 16 Giugno dopo anni di silenzio, ed è impreziosito da collaborazioni eccellenti: Kylie Minogue (protagonista di Right Here, Right Now, il primo singolo), SIA (interprete della track title Deja Vu), ma anche Britney Spears (con cui ha inciso una cover di Tom’s Diner di Suzanne Vega), Kelis e Mikky Ekko.

Per info e costi (anche relativi alla data di Milano, del giorno dopo) visitate il sito di Ticketone.