Campo Dall’Orto, bilancio di fine anno: “Berlinguer in prime time, Gabanelli a Rai News, avrei voluto Bonolis”

Ad un anno e mezzo dal suo insediamento – e al termine dell’anno in corso – il Direttore Generale della Rai Antonio Campo Dall’Orto sceglie le pagine di Repubblica per tirare le somme e disegnare un bilancio del suo mandato. Politica, volti chiave, nuovi media: una chiacchierata a tutto tondo che offre anche l’idea della direzione che prenderà il Servizio Pubblico nei prossimi dodici mesi, e anche qualche scoop su conferme e palinsesti.

La prima notizia – che ‘aleggiava’ su Viale Mazzini da qualche giorno – è l’arrivo di Bianca Berlinguer al Martedì sera della terza rete: dopo la chiusura di Politics, talk politico a cura dell’ex giornalista di Sky Gianluca Semprini, il posto vacante nel palinsesto del prime time della rete diretta da Daria Bignardi andrà alla giornalista romana. Direttrice del telegiornale di Rai 3 per sette anni – e attualmente impegnata con il talk show del tardo pomeriggio Cartabianca – la Berlinguer aveva salutato il pubblico del telegiornale lo scorso agosto. Il DG commenta così il ‘flop’ dell’esperimento Politics:

“[…] non è andato. Ha fatto brutti ascolti. Nonostante il grande impegno di tutti non funzionava. Anche Nemo non fa grandi ascolti eppure è un esperimento di innovazione dei linguaggi per raccontare la società molto significativo. Porta l’informazione fuori dagli studi televisivi, come hanno fatto Santoro, Cose nostre, Islam, Italia e Casa Bianca. Ma non abdichiamo neppure nella serata di Rai3 che sarà guidata, nelle prossime settimane, dalla Berlinguer. Allungheremo i tempi della trasmissione ma senza fare un programma che sia troppe cose insieme”.

Sempre riguardo l’informazione, l’ex direttore di MTV, il Direttore si sbilancia anche sulla qualità e la direzione della linea editoriale, e sui risultati dei telegiornali, spesso accusati di essere troppo “vicini” al Premier uscente Matteo Renzi:

“Io devo garantire il pluralismo. Il Tg1 delle 20 è la trasmissione più vista dell’intero palinsesto. Non potrebbe avere milioni di telespettatori, più del passato, se non fosse ben fatto ed equilibrato. Detto questo, in un anno e mezzo abbiamo gestito due referendum, trivelle e riforma costituzionale, e le amministrative senza una sola multa dell’Agcom. […] Sulla direzione l’azienda ha bisogno di un luogo di coordinamento. Penso alle emergenze, e quest’anno purtroppo ce ne sono state molte, dal terremoto agli attentati, con 189 ore di telegiornale in più rispetto al 2015. Ma se sull’esistente siamo forti, la direzione editoriale andrà misurata sulla capacità d’innovare. Siamo in corso d’opera “.

Parole entusiaste anche per temi più leggeri, come l’intrattenimento e la fiction: “È una televisione più scritta, d’autore. Gli autori sono al centro della scena. Spendi di più, lavori duro, ma il segno rimane. I Medici sono un esempio d’internazionalizzazione così come lo sarà Suburra che facciamo in coproduzione con Netflix. Abbiamo puntato sulla fiction di valore civile. […] Da quanti anni non si facevano tanti nuovi programmi? Ne avevamo promessi 42, sono più di 50. Alcuni non sono riusciti, altri sì.”

Nella lunga conversazione tradisce anche alcuni ‘rimpianti’ artistici, svelando i colpi di telemercato che aveva intenzione di mettere a segnoCam per il prossimo anno: “Ho provato a prendere Fiorello e Bonolis. Ho fallito. Ho puntato su Pif e Virginia Raffaele e adesso vorrei che diventassero volti stabili della Rai. Li vogliamo per la fiction, per i film, per l’intrattenimento. Sono due bellissimi esempi della tv che stiamo costruendo”.

La chiacchierata si conclude con quello che è la cifra stilistica della direzione Dall’Orto, ovvero l’attenzione alla comunicazione multimediale e ai nuovi scenari del web. Al centro della strategia di digitalizzazione della Rai c’è il portale web RaiPlay: ”Raiplay non è solo un’app di successo perché la usano già 4 milioni di italiani. È un prodotto importante anche dal punto di vista patrimoniale. Definisce meglio quella che è una media company. Sull’informazione, quella televisiva è fortissima. On line, è vero, siamo indietro. Sarà Milena Gabanelli a sviluppare questo progetto. Del resto, il sito di Report aveva quasi più “amici” e followers di tutti gli altri programmi Rai messi insieme“.

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