Non È La Rai, 20 anni fa l’ultima puntata dello show: top 5 dei momenti più iconici

Tirate fuori i vostri jeans a vita alta, i vostri collarini e le zeppe della Fornarina perché oggi c’è da festeggiare: andava in onda il 30 giugno di venti anni fa l’ultima puntata dello show più iconico che gli anni ’90 potessero offrirci: Non È La Rai.
Irene Ghergo ma soprattutto Gianni Boncompagni realizzarono un format sconcertante per la sua banalità (ragazze-lolite poco più che adolescenti cantavano in playback, intrattenevano giochini stupidi con la gente da casa e ballavano sui brani dell’epoca) ma che ha registrato un numero di consensi inimmaginabile, sia durante la prima trasmissione (1991 – 1995) che nelle repliche notturne, spalmate durante questi anni in tutti i palinsesti di Mediaset e nel web.
Enrica Bonaccorti, Paolo Bonolis, ma soprattutto – per le ultime due stagioni  – Ambra Angiolini, la regina dello show, mattatrice unica, e fondamentalmente tra le poche che ha letteralmente sfondato, registrando ancora successi in TV, a teatro e nel cinema. A succedersi negli studi del Centro Safa Palatino di Roma, durante i pomeriggi di Canale 5 prima e Italia 1 poi, un sacco di altri nomi noti del piccolo schermo: Claudia Gerini, Lucia Ocone, Sabrina Impacciatore, Miriana Trevisan, Laura Freddi, Antonella Mosetti, Romina Mondello, Michela Andreozzi.

Un successo clamoroso per la prima emissione Fininvest a godere della diretta nazionale per un programma in daytime, che ha consiolidato la propria eredità culturale anche con la diffusione di merchandising ufficiale, molto in voga nel periodo di trasmissione (in tal proposito, come svelato da Spetteguless, il collettivo ‘Affatto Deluse‘ – ovvero le ex protagoniste dello show – hanno registrato un disco di brani celebrativi mai incisi sulle compilation ufficiali, in uscita oggi).
Ma furono tantissime – come sempre nei casi di trasmissioni così radicata nella cultura popolare – le polemiche: Vasco Rossi dedicò il brano Delusa proprio alle ragazze a Boncompagni per il suo comportamento ‘ambiguo’, diverse associazioni a tutela dei minori e dei consumatori si scagliarono contro lo show (ritenuto spesso provocante e per l’età spesso troppo giovane delle partecipanti), la bufera per la battuta su Ambra (‘Dio sta con Berlusconi, il Diavolo con Occhetto‘), la truffa storica del Cruciverbone e ancora la manifestazione femminista del 1994 davanti gli Studi Mediaset Palatino al grido di ‘Non siamo Ambra-nate‘. Tutte polemiche che ovviamente furono tutt’altro che dannose per il programma, anzi, lo aiutarono  – come spesso accade nei casi di opere controverse – a penetrare a fondo nella società di quel tempo. Lo dimostra il fatto che anche il recente 1992, produzione di Sky sul caso Tangentopoli, contenga diversi riferimenti allo show di Boncompagni.

Per provare a entrare un po’ nel mood dell’epoca ecco la classifica dei cinque momenti indimenticabili dello show

#5. Momento violenza su minori: durante il gioco nel quale Ambra veniva telefonata dai bambini, qualcuno – probabilmente una madre spaventata dal costo della chiamata – urla ripetutamente RASPA e fa cadere la linea. Suo Sadismo Ambra che fa? Ovviamente, ride.

#4. Emanuela Panatta, dopo essersi gettata dell’acqua gelata addosso – complice il pavimento scivoloso – cade rovinosamente in piscina, tra le risate generali. Ed è qui che Suo Sadismo Ambra, anziché soprassedere, dopo aver interrotto la diretta per scompisciarsi, ridicolizza davanti a tutti la poveretta lanciando ben due volte l’RVM della caduta.

#3. Monento non particolarmente trash, ma sicuramente iconico: le ragazze, invasate e scomposte, ballano uno dei brani simbolo della trasmissione, Please Don’t Go. C’è chi azzarda addirittura ruote e capriole, ma spicca come sempre Ambra, non ancora conduttrice, ma già evidentemente la più stronzetta lì in mezzo.

#2. Antonella Elia provò più di una volta a farci capire che forse le mancava qualche primavera: uno di quei casi è durante questa immotivata crisi di pianto durante la prima edizione. L’emozione della diretta? Non proprio. Venne ripresa dalla Bonaccorti per aver usato impopriamente il termine ‘handicappata‘ e non resse la botta della correzione davanti a tutti. La regia sadica ovviamente ha catturato tutto il momento, anche dietro le quinte. Leggendario il maglioncino della Bonaccorti.

# 1. Il mio momento preferito, del quale ogni frame è entrato nella storia. La truffa del cruciverbone ai danni di Enricona Bonaccorti. Una signora scambia il commento di Enrica ‘l’hai scelta tutta vuota’ per la definizione del cruciverba e – ovviamente imbeccata da qualche autore interno al programma – risponde ‘ETERNÌT‘, senza sapere la domanda, e senza avere lettere che potessero aiutarla. La reazione della padrona di casa è leggenda: ‘Io non voglio la suspance, voglio un mitra‘. La concorrente, che non fu denunciata da Fininvest, confessò di essere una sensitiva e di aver sognato la risposta la notte precedente. Arte.

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