We Are One: Pitbull, Jennifer Lopez, Brasile 2014 e l’occasione mancata di creare un tormentone

Premetto: la persona che scrive adora sia Jennifer Lopez che Mr. Worldwide. Non faccio a meno di shakerare i fianchi quando un video di Jenny from the block passa sulla defunta MTV , e ogni volta che sento Pitbull mi si sciolgono i collant dall’emozione. Se potessi gli farei battezzare i miei figli. Inoltre preferirei passare per narcotrafficante che per snob, quindi ben venga il pop commerciale che spacca le classifiche e riempie ore di programmazione radio.

Quindi vogliate immaginare la mia felicità quando ho saputo che il compito di comporre la colonna sonora di questi Mondiali di calcio, quindi l’unica cosa realmente mi interessa di un Mondiale di calcio, era stato affidato agli interpreti dell’immortale On The Floor. Immaginavo già le maracas, un ritmo incalzante, una coreografia stupidina da imparare, sole, mare: già stavo con la testa a Copacabana.
Poi sono passate le settimane e il brano, We Are One è uscito finalmente in rete: una ciofeca, una fetecchia. Una roba quasi inascoltabile. In confronto la scassaballe Waka Waka era Bohemian Rapsody dei Queen.

Cosa c’è che non va nella canzone? Iniziamo: il ritmo delle strofe è troppo cupo, quasi cattivo. Tutti ‘sti effetti vanno bene per una qualsiasi hit di David Guetta se vuoi fare il burino a Formentera, non per la canzone che per un’estate dovrebbe unire il mondo, cazzo. Pitbull fa Pitbull, si dimena, rappeggia qualcosa, insomma il solito. Jennifer Lopez non pervenuta. Mezza strofa, due tre strilli. Da ammettere che ‘fuerza, fuerza, come on sing with me!’ però mi coinvolge, ed è l’unica cosa che salvo della canzone insieme all’intervento della brasiliana Claudia Leitte. Finalmente si sente un accenno di sound carioca, poi il portoghese lo trovo trascinante come poche altre cose al mondo e quindi va bene. La canzone scivola via, per carità, ma se penso a La Copa De La Vida di Ricky Martin mi viene da piangere. Non c’è coinvolgimento, non c’è un ritornello catchy, il testo è di una banalità allucinante. Però solitamente quando le canzone sono debolucce, un buon video può aiutare: ecco, non è il caso di We Are One.

Il video forse è peggio della canzone. Non speravo in un Thriller o in una pippa concettuale tipo i video di Lady Gaga; no sottotesti, no significati nascosti sull’essenza umana o la precarietà del creato, volevo solo un bel video glamour. Invece niente, l’unica cosa è che la canzone utilizzata è un remix impreziosito da effetti messi sostanzialmente messi a cazzo ma che almeno un minimo richiamano al Sudamerica. Il video è il solito mappazzone di: stralci di video di altri mondiali, bambini del paese di riferimento che giocano a pallone, quindi l’abusato accostamento sogni infantili-leggende del calcio, e due tre paesaggi. Carina solo l’idea della partitella nella favelas sotto casa che finisce coi bambini che sollevano una coppa intagliata nel legno.
Lo statico Pitbull continua a fare Pitbull, Jennifer Lopez riesce a non essere manco bona, incredibilmente, e la già apprezzata Leitte viene bocciata: gioca a fare la JLo ma se se fa un’altro ritocco diventa cinese, visto che gli occhi le stanno migrando sulle tempie. E vabbè, manco il video passa. Sicuramente l’esibizione ai Billboard Music Awards aiuterà definitivamente, mi son detto.

Peccato che i backdrop (i video che fanno da sfondo e che accompagnano la performance) siano stati fatti col ‘Paint’ di Windows 98 e che la Lopez, vocalmente ineccepibile come sempre, abbia provato sei minuti prima della diretta la complicata coreografia che la dovrebbe far interagire con le immagini dietro. Pitbull, manco a dirlo bofonchia qualcosa vestito da Pitbull e la donna gatto brasiliana entra, consapevole che i Billboard Music Awards li ha visti quest’anno e li rivede col cazzo a breve, insieme a due viados che-fanno-tanto-Carnevale-de-Rio-signora-mia.

Un’occasione mancata, persa, bruciata per sfornare un tormentone: We Are One tormenta, ma nell’altro senso. Non c’è niente che ti entra nelle vene, cosa che aveva la già citata canzone di Shakira. Paradossalmente la sua ‘Dare (La La La) pubblicità di Activia – sì, lo yogurt col bifidus – era più indicata. Peccato.

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Un pensiero riguardo “We Are One: Pitbull, Jennifer Lopez, Brasile 2014 e l’occasione mancata di creare un tormentone

  1. Secondo me ci sono anche altri problemi, per iniziare il ritmo è davvero terribile poi la struttura della canzone è troppo schematica non fila liscia…boh anche per me è bocciata su tutti i fronti!!!

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